Palla: grazie alla cagnetta nelle favelas di San Paolo

Palla “vola” in Brasile. A tre anni dalla sua rinascita, la cagnetta che tutti ricordano con il muso gonfio come un pallone per il laccio che la stava strozzando, si fa promotrice di una nuova iniziativa a difesa dei “colleghi” meno fortunati. Questa volta, dopo i “terremotini” a sostegno degli animali scampati al terremoto del centro Italia, solo l’ultima delle iniziative di “Effetto Palla onlus”, il gruppo capeggiato dalla famosa cagnetta e dalla veterinaria-segretaria Monica Pais arriva a San Paolo e proprio nelle favelas punta a scrivere un altro capitolo di un libro già piuttosto corposo a metà tra l’animalismo e la solidarietà.

«Finanzieremo un corso per assistenti veterinari che, oltre a garantire ai ragazzi e alle ragazze delle favelas che vi parteciperanno un posto di lavoro in futuro, permetterà la nascita anche di un centro di primo soccorso per gli animali che vivono all’interno di queste aree caratterizzate da una povertà profonda» annuncia la vulcanica dottoressa Pais.

Tutto è cominciato dall’incontro fortunato tra lei e Daniela Bonello, una suora dell’ordine del Sacro cuore di Gesù agonizzante, nato a Lugo di Romagna ed ora attivissimo nel volontariato nelle favelas di San Paolo, in Brasile. La suora, che come tanti aveva seguito le vicende di Palla attraverso i social, è andata a trovarla alla Clinica Duemari di Oristano dove la dottoressa continua a lavorare e dove Palla ormai riceve i suoi innumerevoli fans che arrivano da ogni parte del mondo. «Abbiamo pensato di far nascere un progetto comune – spiega la Pais – e la cosa migliore ci è sembrato legare la sua profonda conoscenza della situazione delle favelas al comune amore per gli animali».

A San Paolo la suora è già operativa con un centro di formazione, l’Associazione di promozione umana e riscatto della cittadinanza, che tenta di dare ai giovani che vivono nelle favelas la possibilità di un futuro diverso attraverso l’apprendimento di un mestiere. «Formeremo giovani veterinari con un corso di due anni destinato a gruppi di massimo 20 allievi. Quattro ore al giorno per tre volte a settimana per un totale di 120 ore e, dopo aver studiato etologia, anatomia e fisiologia insieme ad insegnanti e veterinari volontari, saranno di grado di trovare lavoro nelle cliniche veterinarie della zona, aprendosi così ad una nuova prospettiva di futuro». Ma ovviamente Monica Pais non ha dimenticato i suoi amati “rottami”, come chiama gli animali che vengono curati alla clinica di Oristano. «I diplomati avranno quindi la possibilità di assistere gli animali, randagi e no, che vivono nella favela, creando un vero e proprio avamposto di primo soccorso in un’area, sicuramente migliorata rispetto al passato, ma ancora in condizioni di estrema povertà».

Le iscrizioni partiranno il 29 gennaio e le lezioni cominceranno il 18 febbraio. «Conto di raggiungerli per la fine del corso, a maggio – aggiunge la dottoressa – l’inverno sarà impegnativo visto che abbiamo già in programma un piccolo tour di presentazione del mio libro “Animali come Noi” (Longanesi). Palla viaggia solo in nave, perché non la mando in stiva su un aereo, e poi proseguiamo in macchina. Quindi ogni volta che lasciamo la Sardegna dobbiamo mettere in conto una settimana di trasferta». Intanto gli altri “rottami” si godono, senza l’onere del clamore e della notorietà, i benefici che gli arrivano da Palla e dal suo “effetto” a catena. «Un buon 80% di quelli che arrivano ogni anno riusciamo a sistemarli in adozione.  Questo non può che rendermi felice e orgogliosa del lavoro che facciamo. D’altra parte il nostro obiettivo è tenerli fino a quando non troviamo un’adozione, ma il nostro impegno è “riciclare” vite perse e farne “cose” bellissime che diventeranno preziosissime per chi le prenderà con se».

 

Comments are closed, but trackbacks and pingbacks are open.